LA NOVITÀ. Vicenza è il primo capoluogo a "liberare" i dati geografici
«Per i cittadini la possibilità di interagire»
Vicenza è il primo capoluogo in Italia a "liberare" i suoi dati geografici.
Da due giorni, i vicentini hanno a disposizione sul sito del Comune (www.comune.vicenza.it) la mappa della città, scaricabile e utilizzabile per qualsiasi fine, privato, didattico, associativo, professionale o commerciale, senza problemi di copyright.
Per raggiungere la schermata basterà cliccare su "ente", "settori comunali", "sistema informativo territoriale", "dati cartografici liberi", per trovarsi davanti alle due mappe riguardati la rete viaria e i punti d’interesse.
Nella prima schermata, sarà possibile, oltre a visualizzare le strade, anche localizzare le linee degli autobus, le asfaltature previste per il 2009, i lavori alla rete elettrica e così via; ma anche segnalare eventuali problemi, come nuove buche e strade interrotte, caricando la foto.
La "liberazione" dei dati va però oltre. Ieri, infatti, l’assessore all’innovazione, Tommaso Ruggeri, ha consegnato a Paolo Cavallini, presidente di Gfoss (associazione italiana per l’informazione geografica libera), tutti i dati cartografici del Comune, che saranno caricati sul sito www.openstreetmap.org.
Qui chiunque potrà modificare le informazioni, magari con sensi unici o vie temporaneamente interrotte, ma anche segnalare, ad esempio, le farmacie, o inserire il proprio locale o attività.
«I dati - spiega Luca Menini, del gruppo Linux Vicenza - saranno disponibili tra un mese o due, perché la città è già abbastanza mappata, quindi confronteremo e completeremo. L’intenzione, poi, è quella di organizzare incontri con i cittadini, per insegnare loro a modificare la mappa, come è già stato fatto a Schio».
I tre Comuni italiani, infatti, che hanno già "liberato" i dati, sono Merano, Schio e Montecchio Maggiore, la cui protezione civile ha utilizzato questo sistema per mappare le tendopoli in Abruzzo.
«In questo modo - spiega Stefano De Boni, del settore informatico del Comune - si rendono più democratici i dati geografici, che costano molto e vengono utilizzati da poche persone».
«Il sogno è di far diventare questo sistema "open source", interagendo con chi lavora per scambiare tecnologie e informazioni. Per quanto riguarda le segnalazioni, si è già partiti, ma si dovranno studiare procedure più snelle affinchè non vengano bloccate dalle istruttorie».
Cavallini ha anche spiegato come un software libero potrebbe portare grossi risparmi alle Amministrazioni.
«Il software proprietario drena molte risorse - afferma il presidente di Gfoss - Esistono però software liberi, che in Italia sono fortissimi. Se i Comuni investissero su questi, invece di comprare licenze costosissime, i soldi andrebbero al loro territorio e ai propri cittadini».
«Per i cittadini la possibilità di interagire»
Vicenza è il primo capoluogo in Italia a "liberare" i suoi dati geografici.
Da due giorni, i vicentini hanno a disposizione sul sito del Comune (www.comune.vicenza.it) la mappa della città, scaricabile e utilizzabile per qualsiasi fine, privato, didattico, associativo, professionale o commerciale, senza problemi di copyright.
Per raggiungere la schermata basterà cliccare su "ente", "settori comunali", "sistema informativo territoriale", "dati cartografici liberi", per trovarsi davanti alle due mappe riguardati la rete viaria e i punti d’interesse.
Nella prima schermata, sarà possibile, oltre a visualizzare le strade, anche localizzare le linee degli autobus, le asfaltature previste per il 2009, i lavori alla rete elettrica e così via; ma anche segnalare eventuali problemi, come nuove buche e strade interrotte, caricando la foto.
La "liberazione" dei dati va però oltre. Ieri, infatti, l’assessore all’innovazione, Tommaso Ruggeri, ha consegnato a Paolo Cavallini, presidente di Gfoss (associazione italiana per l’informazione geografica libera), tutti i dati cartografici del Comune, che saranno caricati sul sito www.openstreetmap.org.
Qui chiunque potrà modificare le informazioni, magari con sensi unici o vie temporaneamente interrotte, ma anche segnalare, ad esempio, le farmacie, o inserire il proprio locale o attività.
«I dati - spiega Luca Menini, del gruppo Linux Vicenza - saranno disponibili tra un mese o due, perché la città è già abbastanza mappata, quindi confronteremo e completeremo. L’intenzione, poi, è quella di organizzare incontri con i cittadini, per insegnare loro a modificare la mappa, come è già stato fatto a Schio».
I tre Comuni italiani, infatti, che hanno già "liberato" i dati, sono Merano, Schio e Montecchio Maggiore, la cui protezione civile ha utilizzato questo sistema per mappare le tendopoli in Abruzzo.
«In questo modo - spiega Stefano De Boni, del settore informatico del Comune - si rendono più democratici i dati geografici, che costano molto e vengono utilizzati da poche persone».
«Il sogno è di far diventare questo sistema "open source", interagendo con chi lavora per scambiare tecnologie e informazioni. Per quanto riguarda le segnalazioni, si è già partiti, ma si dovranno studiare procedure più snelle affinchè non vengano bloccate dalle istruttorie».
Cavallini ha anche spiegato come un software libero potrebbe portare grossi risparmi alle Amministrazioni.
«Il software proprietario drena molte risorse - afferma il presidente di Gfoss - Esistono però software liberi, che in Italia sono fortissimi. Se i Comuni investissero su questi, invece di comprare licenze costosissime, i soldi andrebbero al loro territorio e ai propri cittadini».







